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Eluana straziata dalla politica e dai valori
8 febbraio 2009

Beppino Englaro porta nel viso i segni della sua sofferenza: le rughe profonde dell'età e del dolore che somigliano a rivoli asciutti, la bocca ormai refrattaria al sorriso, gli occhi pervasi di un amore paterno indurito dallo strazio di una figlia che è lì ma non c'è. Basta guardare Beppino per qualche istante per cogliere il segno violento di una politica che si interroga sulla morte per decreto, che parlamentarizza il dolore privato, che politicizza affetti e scelte definitive che fanno tremare i polsi. Il capo del governo è andato oltre: ha disquisito con una brutalità inspiegabile e ripugnante sui cicli mestruali di Eluana, su una sua maternità puramente biologica, al netto d'amore e di volontà,  su questo padre che chiederebbe la morte di sua figlia quasi per togliersi un fastidio. Sono più di 6.000 giorni che Beppino si siede accanto alla figlia. Un'eternità, un tempo infinito di pensieri, di emozioni, di lacrime amare e senza speranza in cui non credo ci fosse nessuno degli attuali tribuni a fare, pensare, condividere con lui. Al brutale e pagano Berlusconi si è aggiunta la chiesa cattolica, ormai ridotta ad arido tribunale, unica fonte del diritto, istituzione protesa alla tutela di valori tanto assoluti, quanto teorici e senza umanità. Interventi sostenuti e avvalorati dall'uso criminale delle immagini di Eluana: sorridente, coi capelli scuri, il sorriso allegro dei giovani, il cappello sulle ventitre. Come se Beppino volesse cancellare quella donna gioiosa, come se diciassette anni in un altrove senza ritorno potessero conservare e far rinascere quella gioia e quella voglia di vivere ridotta a corpo inerte nella stanza di una clinica di Udine. Non dobbiamo sancire il diritto di morire o di essere tenuti in vita a tutti i costi. Soltanto accettare che ci sono casi e situazioni che vanno al di là dei principi, che spazzano via ogni facile teoria dei valori, che ci richiamano al dovere dell'umanità. Un dovere che ci domanda di lasciare andare Eluana, di non trattenerla dove non può più stare, dove mani disumane e lorde cercano di afferrarla per farne strazio tra principi costituzionali, manifestazioni laiche e clericali ed una evocata ma inesistente pietà cristiana che rende ancora più grave il gioco sporco cui siamo costretti ad assistere.




permalink | inviato da codadilupo il 8/2/2009 alle 17:16 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (4) | Versione per la stampa
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